Stefan Keller e la sua scuola di volo sul monte Valinis
"Una volta decollato, la disabilità non esiste più"

17/10/2017 - Incontro con Stefan Keller, unico istruttore di parapendio al mondo a insegnare da una sedia a rotelle l'arte del volo libero.

L’autunno, nelle Valli e Dolomiti Friulane, è speciale. Lo sappiamo bene noi che ci abitiamo e lo sanno coloro che scelgono i nostri luoghi per turismo o per sport. Sul nostro territorio c’è un luogo che attira molti sportivi, anche dall’estero, perché ben si presta più o meno tutto l’anno per una disciplina considerata estrema, cioè il volo libero in parapendio o deltaplano.

Stiamo parlando di Meduno, che sulla sommità del monte Valinis ospita una superficie di decollo che domina tutta la pedemontana e che è meta di appassionati piloti, ma soprattutto di scuole di volo da tutta Europa. Questa zona offre infatti delle condizioni climatiche e logistiche particolarmente favorevoli per chi sta imparando l’arte del volo e che risultano ottimali per chi già possiede l'attestato di idoneità al volo.
Meduno risulta abbastanza vicino e facilmente raggiungibile da tutto il centro Europa – numerose scuole provengono da Ungheria, Polonia, Germania –  e, come detto, presenta delle buone condizioni per l’insegnamento e la pratica del volo libero: il tragitto tra la cima di Valinis, dove si decolla e l’area di atterraggio di Toppo è breve, e ciò consente non solo di effettuare più voli durante la giornata, ma anche di poter osservare direttamente gli allievi in maniera agevole.

It’s another world up there” è la frase che per Kenny Westfall, pilota di deltaplano, sintetizza tutte le emozioni che si provano quando ci si trova in volo. Questo sentimento risulta essere altrettanto vero per chi ogni giorno fa i conti con la propria disabilità. Se nella vita di ogni giorno, sulla terraferma, le persone diversamente abili possono incontrare molti ostacoli e innumerevoli barriere architettoniche, c’è un luogo dove la propria disabilità si può dimenticare, e questo luogo è l’aria.

E’ ciò che ci ha detto Stefan Keller e oggi vi raccontiamo la sua storia.

Stefan Keller è un pilota svizzero di parapendio, che pratica il volo libero da circa 16 anni. Da 10 anni è anche istruttore per aspiranti piloti, su carrozzina e non e si reca spesso a Meduno, durante il periodo autunnale, insieme ai suoi allievi. Quattro anni fa, Keller subisce un incidente che lo costringe sulla sedia a rotelle.
Ma “costringere”, nel suo caso, non è il termine più adatto: dopo un anno dall'incidente, infatti, è di nuovo a Valinis a volare e a insegnare. Così, ad oggi, Keller è l’unico istruttore di parapendio a trovarsi su una sedia a rotelle e continua a insegnare il volo libero a persone in carrozzina e non. Lo abbiamo incontrato a Solimbergo, all'agriturismo "Sasso d'Oro", dove soggiorna durante le sue trasferte. 

Tra le prime domande che gli abbiamo posto, una ci sembrava apparentemente logica: gli abbiamo chiesto infatti se fosse necessario, per piloti disabili, avere due sedie a rotelle a disposizione, una per il normale uso quotidiano e una per il volo, per la quale immaginavamo elementi in fibra di carbonio, speciali ruote e ammortizzatori.
La sua risposta è stata spiazzante e molto semplice al tempo stesso: “No. Anche io, prima dell’incidente, pensavo che servissero due sedie a rotelle per chi voleva praticare il volo libero. Dopo l’incidente, ho capito che quest’idea era assurda: innanzitutto a livello pratico, perché bisogna comunque arrivare al punto di decollo e spostarsi poi dall’atterraggio. Ma soprattutto perché la carrozzina è parte del tuo corpo, e una persona normodotata non cambia le gambe se va a correre, o le braccia per nuotare”.

Naturalmente, ci sono istruttori normodotati che insegnano a aspiranti piloti in carrozzina; concretamente, tuttavia, Keller porta nelle sue lezioni la consapevolezza di cosa significhi la vita in sedia a rotelle e può consigliare una serie di accorgimenti pratici, come ad esempio quale tipo di sedia utilizzare per coniugare vita e volo. Forse anche per questo ha molti studenti, provenienti da tutta Europa. Tra i suoi progetti futuri, c’è quello di formare altri piloti in carrozzina perché diventino essi stessi istruttori certificati: non solo per dare loro modo di coltivare ancora di più la propria passione, ma anche per dare motivazione a chi si trova in questa condizione e per incoraggiare l’esplorazione e il superamento dei propri limiti.

Keller ci confida che l’idea ha anche lo scopo di delegare in parte la sua attività di insegnante, in modo da potersi dedicare a competizioni e progetti speciali.
La scorsa estate, ha attraversato le Alpi da nord a sud – circa 130 km in linea d’aria – volando e “camminando” sulla sua sedia, facendosi aiutare – in vari modi, come vediamo dalle foto – solamente laddove la pendenza del terreno superasse il 6%. "E la mia personale X-Alps", ci racconta.

L’obiettivo che si prefigge per il prossimo anno è quello di percorrere allo stesso modo i 700 chilometri che separano Weissenstein, dove vive, da Girona, sui Pirenei.
Infine, sempre il prossimo anno, ha intenzione di provare l’esperienza del volo in parapendio a motore.

Stefan continua a scegliere il nostro territorio per le uscite della sua scuola di volo, ci spiega, non solo per le favorevoli caratteristiche che abbiamo raccontato: la bellezza della natura circostante, la presenza di strutture attrezzate per l’ospitalità di persone in carrozzina e il buon cibo – afferma – sono altre ottime ragioni per preferire questa zona.

In questi ultimi anni, molto risalto è stato dato al tema “sport e disabilità”. Parallelamente alle battaglie per assicurare una piena fruibilità di servizi e strutture alle persone diversamente abili, si sono moltiplicate le iniziative per rendere accessibile a tutti lo sport, parte fondamentale di una vita che voglia dirsi piena. Il successo dei campioni paraolimpici e la potenza delle loro storie ha sicuramente contribuito ad accrescere questa urgenza non solo tra le istituzioni – che spesso sono in ritardo rispetto alle necessità soprattutto pratiche delle persone disabili – ma anche tra i cittadini.

Sul territorio delle Valli e Dolomiti Friulane, sono molteplici le iniziative, anche di alto livello, legate a questo tema: basti pensare che, a luglio del prossimo anno, Maniago avrà l’onore di ospitare i Campionati del Mondo di Ciclismo Paralimpico, con campioni come Alex Zanardi e Francesca Porcellato, dopo aver accolto per due anni la Prova di Coppa del Mondo di Ciclismo Paralimpico.

Storie come quella di Stefan sono quelle che contribuiscono a creare una maggior consapevolezza sulle necessità delle persone con disabilità, ma anche e soprattutto sulle opportunità di cui le stesse persone possono godere, alla pari di tutte le altre, anche in campi all’apparenza a loro interdetti.
La vista di Stefan mentre vola insieme alla carrozzina, agganciato alla vela del suo parapendio, è l’immagine perfetta di quanto ampia sia la finestra di queste opportunità.

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