Siglato il patto territoriale dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane

13/11/2017 - Firmati i 18 accordi che identificano gli interventi prioritari da realizzare in ciascuna Unione e l’ammontare delle risorse regionali stanziate per la loro attuazione.

I 18 Presidenti delle diverse Unioni si sono incontrati venerdì 10 novembre a Udine con la Presidente della Regione Debora Serracchiani, per sottoscrivere i patti territoriali approvati dalla Giunta regionale e dai presidenti delle UTI. Un incontro molto importante e che rappresenta una tappa significativa nel percorso intrapreso negli ultimi anni dagli Enti locali, che vede i sindaci di diversi comuni unirsi, come nel nostro caso, per gestire e presidiare il territorio in modo efficace, efficiente e nel rispetto delle peculiarità locali.

L'obiettivo è quello di mettere insieme non solo funzioni, servizi e competenze, ma esperienze per capire in modo congiunto le esigenze, le criticità e le necessità di una comunità, per andare poi a definire i canali da usare per attuare concretamente progetti di area vasta. Avere una visione comune delle priorità permette di fare rete e decidere attraverso la concertazione come migliorare la vita del cittadino e rilanciare il proprio territorio. Questo messaggio l'UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane lo ha compreso da molto tempo e sa che è l’unione a fare la forza, ma soprattutto è attraverso l’ascolto e il monitoraggio costante del territorio che si può capire ciò di cui realmente necessita.

Il dialogo con i rappresentanti di una realtà territoriale è fondamentale per agire con cognizione di causa ed è proprio da momenti di ascolto dei portavoce di Stato, mercato e comunità, che l’Unione delle Valli e delle Dolomiti Friulane è partita per definire il precedente Piano dell’Unione, nato dalla Carica dei 101 e che costituisce la base di quello attuale per il triennio 2018-2020. Si ricollega a questa voglia di fare rete e stabilire un legame collaborativo con gli interlocutori del territorio anche la sottoscrizione dell’Alleanza territoriale per lo sviluppo siglata a ottobre.

L’intesa per lo sviluppo nasce dal Piano dell’Unione e vuole essere un mezzo attraverso cui i territori possano disporre delle risorse necessarie per favorire l’attuazione delle politiche di crescita, che devono riguardare e tener conto dei bisogni e delle necessità dell’intera collettività.

Un documento che oltre allo sviluppo territoriale si pone l’obiettivo di individuare alcuni temi specifici e ritenuti prioritari per ogni contesto locale e sui quali si è predisposto un piano di investimento triennale. Si tratta di risorse importanti che verranno utilizzate per ciò che serve.

I patti territoriali rappresentano la "parte più innovativa della riforma degli Enti locali", un percorso compiuto assieme alle Unioni e attraverso cui individuare gli indirizzi strategici e le risorse necessarie da impiegare per realizzare ciò che serve per far crescere il territorio.

Questi accordi nascono dalla concertazione tra la Regione e gli Enti locali e sulla base dell’Intesa per lo sviluppo regionale e locale individuano in modo puntuale sia gli interventi da realizzare che l’ammontare delle risorse regionali necessarie per la loro realizzazione. Le risorse e gli investimenti, tarati in base alle esigenze e richieste di ciascuna Unione, saranno utilizzati per interventi di diverso tipo, come quelli dedicati alla realizzazione di piste ciclabili, a progetti di messa in sicurezza del territorio, culturali, ambientali, di riqualificazione viaria fino all’efficientamento energetico, alla valorizzazione in chiave turistica del territorio, al recupero di fabbricati da destinare ad iniziative di ricettività e a favore dell’ecosostenibilità.

Interventi che, quindi, devono essere mirati e stabiliti insieme per valorizzare e rispettare le diverse identità dei territori e le specificità presenti in ogni Unione.

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