"Si ricomincia da qui (30 ottobre 2018)" - la canzone del dopo alluvione

20/12/2018 - Dopo la furia del maltempo, abbattutasi sul nostro territorio alla fine dello scorso ottobre, i ragazzi della scuola secondaria di Claut hanno creato una canzone che ripercorre quei momenti e le loro emozioni nel laboratorio diretto da Marco Anzovino, attività parte del Festival dei Giovani delle Dolomiti 2018.

Non poteva che intitolarsi così. Non poteva che parlare di rinascita, di voglia di asciugarsi le lacrime e tirarsi su le maniche. È lo spirito forte e orgoglioso, pur nella pelle e nella voce di ragazzi giovanissimi, di chi abita queste montagne, che affiora tra le note di una canzone.

Composta per raccontare le emozioni e le paure vissute durante l’ondata di maltempo che ha pesantemente colpito la Valcellina alla fine dello scorso ottobre, “Si ricomincia da qui” non è solo una canzone, ma un’esperienza di indagine personale e costruzione comunicativa, offerta ai ragazzi della classe seconda della scuola secondaria di primo grado di Claut, che hanno saputo affondare il cuore, la testa e le mani nelle loro emozioni ed elaborare un testo e un video che parlano di loro e del loro territorio.

L’iniziativa è parte delle attività del Festival dei giovani delle Dolomiti, organizzato dall’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia-Giulia e il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e segue la 7° edizione del Concorso Letterario Nazionale “Lo Sguardo dell’Aquila".
Il laboratorio di scrittura e musica, infatti, ha costituito il premio per la scuola di Valentina Fabris, autrice del racconto "L'alba a fratte", premiato in una delle sezioni del concorso.

Non è la prima volta che vengono organizzati laboratori di questo tipo: dal 2007, infatti, sono stati realizzati 10 cd, un centinaio di canzoni e circa 22 video che raccontano con parole, musica e immagini il mondo dei ragazzi e il nostro territorio.

La musica rappresenta un linguaggio universale ed è un indispensabile strumento relazionale, in special modo per i giovani, che, nella fruizione musicale, incontrano una compensazione personale e sociale alle loro emozioni, alle loro esperienze, al loro sentire.

Il laboratorio di scrittura di canzoni offre ai ragazzi un'esperienza di vita, di gruppo e di protagonismo positivo facendo emergere le loro capacità, i loro talenti, i loro sentimenti, le loro paure, le loro vergogne che, attraverso la canzone, possono essere condivisi, non solo tra loro, ma anche con il mondo esterno. Esso costituisce perciò un'esperienza fondata su valori importanti per la crescita di un adolescente, come il divertimento sano, la collaborazione, il superamento delle difficoltà.

Il laboratorio è stato diretto da Marco Anzovino, pordenonese, classe 1979, educatore e cantautore, musicista, produttore e ha coinvolto una classe della scuola secondaria di Claut, accompagnata dal professore Andrea Comina.

Le parole di Anzovino descrivono l’atmosfera creatasi durante l’attività: “I ragazzi hanno scelto di raccontare con il loro sguardo sensibile e le loro parole, i sentimenti ancora vividi dell’ondata di maltempo che ha colpito a fine ottobre anche la loro valle, lasciandoli per diversi giorni senza elettricità, scoperchiando la scuola, distruggendo alberi, allagando case. I ragazzi si sono impegnati con grande entusiasmo e vederli così soddisfatti ed emozionati del loro lavoro mi ha reso felice. Sono andati oltre ogni individualismo ed hanno interpretato bene il lavoro di gruppo, dove tutti hanno dato il proprio contributo per la riuscita della canzone e del video. La nevrotica ricerca delle parole, i ripensamenti, le cancellature, i pianti improvvisi, le risate incontrollate, le lamentele, le vergogne, il canto stentato, la ricerca del ritmo e dell’intonazione, sono già un’esperienza di crescita importante, prima ancora di imbracciare una chitarra ed andare davanti ad un microfono.”

È soddisfatto, Anzovino, soprattutto per quello che descrive come uno sguardo positivo e pieno di speranza di persone che credono ancora nella parola “comunità”.

Il laboratorio ha messo i ragazzi al centro in tutte le fasi della creazione dell’opera, dall'elaborazione scritta di quanto si voleva esprimere, fino alla realizzazione tecnica e alla registrazione. Ci racconta Comina: “I ragazzi erano molto emozionati per il fatto di intraprendere un percorso con un professionista della canzone. Si sono dimostrati veramente interessati su come viene costruita e scritta una canzone e hanno spesso interloquito con Marco ponendo frequenti domande e chiarimenti. I ragazzi, stimolati da Marco, hanno messo su carta i loro pensieri e le loro emozioni. Dal testo (“frullato” da Marco che ha riannodato le parole dei ragazzi) emergono tutte le sensazioni provate in quei giorni, i timori, lo spirito di attaccamento al proprio territorio e il desiderio di ricominciare a sognare. Il giorno della registrazione è stato un altro momento in cui le emozioni si sono manifestate pienamente. Ritrovarsi di fronte ad una troupe ben organizzata di registrazione audio/video li ha fatti sentire importanti e li ha responsabilizzati ancor di più sul “lavoro” che li attendeva. La passeggiata sul Cellina, che portava ancora i segni evidenti dell’alluvione, ha sortito l’effetto di interiorizzare ancor di più il senso delle parole che di lì a poco tutti avrebbero cantato di fronte a un microfono. Si è creata un’atmosfera magica e molti sono stati quelli che non hanno saputo e potuto trattenere le lacrime che l’emozione faceva sgorgare.”

Insomma, una performance che non può lasciare indifferenti, lo sottolinea anche il direttore dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, Luciano Gallo: “un lavoro eccezionale e toccante quello realizzato con i ragazzi. Complimenti a tutti, in particolare a Marco Anzovino che sa far parlare i ragazzi e i loro cuori e a Francesco Guazzoni per le splendide immagini, che ci emozionano profondamente. I giovani sono il futuro e lavorare con il territorio e per il territorio significa ascoltare e fare attività insieme. Il Festival dei giovani delle Dolomiti rappresenta una parte molto importante del lavoro svolto in questi anni in questo senso, una strada per avviare spunti e percorsi, ma anche per sentire i giovani ed i loro sogni. Ricominciamo da qui, come dicono i ragazzi e ripartiamo per il nuovo anno con grande energia. Desideriamo che questo sia un anche un messaggio per ringraziare chi in questi mesi ha lavorato e sta lavorando per ripristinare le zone alluvionate, ma anche chi continua a lavorare con i giovani, attraverso progetti che riempiono la nostra anima e donano di speranza il futuro”.

Il Festival dei Giovani delle Dolomiti Friulane è un progetto ad ampio respiro: il tema della 4° edizione, “Lo spazio è (in)finito”, rimanda allo spazio inteso come luogo di partecipazione, di coinvolgimento, discussione, confronto e vuole incentivare la partecipazione e la conoscenza dei giovani che abitano nei Comuni delle Dolomiti Unesco, ma anche la condivisione di obiettivi e attività comuni nell’ambito dei territori tutelati. Tra gli obiettivi primari di questo progetto ricordiamo la valorizzazione dei giovani del territorio, la loro creatività, la volontà di favorire competenze espressive e linguaggi moderni e le loro produzioni; attraverso le attività del Festival, si vuole promuovere la sensibilità verso la sostenibilità ambientale, un maggior uso consapevole delle risorse, e la promozione di buone prassi, il tutto tenendo conto delle peculiarità di un territorio sensibile quali sono le Dolomiti”.

La sensibilità e le fragilità delle nostre Valli e Dolomiti sono emerse in maniera violenta il 30 ottobre scorso, e hanno lasciato un segno marcato sul territorio. Ma le parole e la musica di “Si ricomincia da qui” ci parlano di determinazione, di orgoglio e di amore per la propria terra e inondano di una luce nuova anche quei tronchi spezzati dal vento.

Buon ascolto e buona visione.

 

Si ricomincia da qui (30 ottobre 2018)

Il suono di quel ruscello a un passo da casa mia

dentro di me un castello fatto con la fantasia

Mi piace tanto star qui, sedermi per ore ed ore

l’unico modo che ho per non sentire il dolore

di acqua che scorre potente e profonda

acqua che sbatte e ogni cosa sprofonda

rompe le dighe, i ponti, le strade,

spacca il mio cuore e lo invade

E cammino verso il sole

che al più presto mi asciughi le lacrime

Si chiudono le scuole

e mi tirerò su le maniche

Fango e rabbia io con te laverò

Voglio darti tutto quello che ho

e un riflesso nuovo in te vedrò

Gli alberi a terra e poi le luci delle candele

Il vento in un cielo nero

distrugge case e lamiere

Si ricomincia da qui. mattone sopra mattone

Tutto riparte da qui

dal cuore delle persone

Il lago nasconde molti segreti

come il mio pianto tra questi pineti

Foglie che formano il domani

torna la luce tra i rami

E cammino verso il sole

che al più presto mi asciughi le lacrime

Si chiudono le scuole

e mi tirerò su le maniche

Fango e rabbia io con te laverò

Quando posso ti telefonerò

E un riflesso nuovo in te vedrò.

Ha partecipato la classe seconda della scuola secondaria di I grado di Claut: Arsu Alexandra Leonida, Barzan Giulia, Bellitto Simone, Cappa Diego, Consoli Rebecca, Corona Emanuele, De Filippo Giulia, De Giacinto Samuele, Fabbro Chiara, Fabris Valentina, Filippin Matteo, Lorenzi Thomas, Martinelli Samuel.

Attualità Cultura Giovani

Condividi

Valuta questo sito

torna all'inizio del contenuto