Grande soddisfazione per il ripristino del servizio sospeso nel luglio 2012
Riavvio Sacile Gemona – le date, le iniziative, le opportunità

26/07/2017 - Sono stati presentati quest’oggi, presso la sede dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane a Maniago, il progetto e il cronoprogramma di riavvio della linea ferroviaria che unisce Gemona a Sacile, percorrendo la pedemontana friulana e pordenonese.

Sono stati presentati quest’oggi, presso la sede dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane a Maniago, il progetto e il cronoprogramma di riavvio della linea ferroviaria che unisce Gemona a Sacile, percorrendo la pedemontana friulana e pordenonese.

Sono intervenuti la presidente della Regione Debora Serracchiani, l’assessore alle infrastrutture e territorio Mariagrazia Santoro, il Presidente dell’UTI Andrea Carli, nonché i rappresentanti degli enti coinvolti nell’opera di ripristino: Rete Ferroviaria Italiana, Trenitalia, Promoturismo FVG, Fondazione FS e Montagna Leader.

Non quindi idee e speranze in astratto, ma date precise: si potrà viaggiare nuovamente sulla linea a dicembre di quest’anno, inizialmente nel tratto Maniago-Sacile. Si proseguirà ad aprile 2018, con la partenza dell’offerta turistica su tutta la linea fino a Gemona, attivo un giorno alla settimana con la possibilità di trasporto biciclette. In questa fase prenderà il via anche il passaggio del treno a vapore, una volta al mese. Infine, a dicembre del prossimo anno, avverrà la ripresa del trasporto pubblico su tutta la linea fino a Gemona.

Si è voluto sottolineare l’impegno collettivo di tutti gli enti coinvolti, nonché delle amministrazioni locali nella realizzazione di ciò che sembrava pura utopia fino a qualche tempo fa. Un’azione di sinergia quindi, per rispondere a una volontà fortemente espressa dai cittadini, che è partita con la sigla del protocollo di Pinzano nel 2014, a cui è seguito lo studio di fattibilità elaborato dalla Ferrovia Udine-Cividale, coinvolgendo infine Trenitalia, senza il cui impegno e contributo finanziario – si tratta di un investimento di 17 milioni di euro già stanziati – nulla di tutto questo sarebbe stato realizzabile in così breve tempo. Lo stanziamento di una cifra così significativa dice chiaramente che la prospettiva è quella di una fruizione elevata da parte della popolazione.

Il servizio che ripartirà a dicembre non è solo una riproposizione di quello che esisteva fino a 5 anni fa, quando ne fu decretata la sospensione, ma un suo potenziamento: sono previsti infatti 22 treni al giorno per il periodo feriale invernale, il doppio rispetto al 2012 e 12 treni per i giorni festivi, per un totale di 200.000 km all’anno, contro i 145.000 precedenti. Si pensa perciò a chi studia e lavora in primis, e successivamente alle potenzialità turistiche dell’attività ferroviaria.

Sia la presidente Serracchiani che l’assessore Santoro hanno sottolineato come questo intervento sia centrale per l’amministrazione regionale, a livello di pubblica utilità prima che come opportunità di rilancio turistico. Si tratta infatti di soddisfare le esigenze di mobilità sia nella zona pedemontana che in territorio montano – attraverso l’integrazione con il trasporto pubblico su gomma, rendendo altresì centrali gli snodi di Sacile e Gemona in chiave di coincidenze per Udine e Venezia. Riportare le persone sul territorio, con il potenziamento dell’offerta dei servizi è uno degli obiettivi di lungo respiro.

Lo sviluppo in senso turistico è, chiaramente, altrettanto importante e anche qui sarà fondamentale l’azione comune, per creare reti integrate di servizi, e la formazione per gli operatori, per esempio rispetto al cicloturismo, che necessita di strutture e servizi specifici. Le opportunità economiche e di sviluppo che si aprono sono notevoli, basti pensare alla possibilità di innestare un interscambio con la famosa ciclovia Alpeadria. Ma non solo: con il ripristino della linea ferroviaria si avvicinano molti potenziali fruitori alle bellezze e alle ricchezze delle località vallive e montane.

Anche dal punto di vista delle tariffe, si è voluta perseguire la strada della maggiore integrazione e semplicità, creando biglietti unificati per il trasporto su treno e autobus, oltre che a titoli dedicati ai turisti e integrati con la direttrice Udine-Tarvisio.

Si è inoltre manifestata la volontà di inserire la linea Sacile-Gemona come tratta dei “Binari senza tempo”, ovvero linee storiche che sono diventate un vero e proprio “museo dinamico” che la Fondazione FS Italiane intende conservare e valorizzare.

Per l’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, il ripristino e il potenziamento della Sacile-Gemona rappresenta un asset fondamentale per il rilancio del territorio e dello sviluppo economico e non a caso è stato inserito come elemento centrale nel Piano dell’Unione.

Scarica il comunicato stampa della Regione FVG in alto a destra.

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