Quaderno 07 dell’Osservatorio: Politiche abitative e montagna

28/05/2018 - L’Osservatorio Politiche Abitative della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, assieme a Smart Land e alla Fondazione “Francesco Fabbri”, in collaborazione con l’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane e con la Fondazione Dolomiti UNESCO, ha presentato il 21 maggio il Quaderno Q07.

Molti gli spunti su cui riflettere emersi durante il convegno incentrato sulle problematiche, opportunità e soluzioni per ridar vita alla montagna individuati nel Quaderno 07 dell’Osservatorio.

Come scrive nell’introduzione del volume Mariagrazia Santoro, ex Assessore alle Infrastrutture e Territorio della Regione, “Nessuna politica abitativa può prescindere da uno sguardo vasto che metta assieme le problematiche della montagna con le sue opportunità”. 

È fondamentale, infatti, non limitarsi agli aspetti negativi legati all’abitare in montagna, ma guardare queste zone con occhi diversi e da più prospettive perché, citando le parole di Federico Della Puppa, relatore al convegno e autore di uno dei contributi del volume,“un apostrofo può cambiare il punto di vista”. Nel suo intervento “Una montagna di problemi, una montagna di soluzioni” Della Puppa, ci porta a riflettere su come un semplice cambio di prospettiva possa cambiare la realtà osservata. Infatti, riprendendo parte del suo contributo notiamo come:

  • la montagna soffre perché si spopola, ma allo stesso tempo s’offre poiché sa essere attrattiva e innovativa
  • la montagna non è solo indifesa ma in difesa, ovvero deve passare da luogo lasciato a se stesso a luogo che crea una difesa e protegge (es. rischi idrogeologici).

Questi semplici esempi ci fanno capire che ad aspetti negativi ne corrispondono di positivi, basta solo saperli cogliere e trasformare così uno svantaggio in opportunità.

Tema centrale e filo conduttore delle soluzioni proposte è il concetto di sostenibilità, declinata sotto tre aspetti: ambientale, sociale e amministrativo poiché la crescita e la valorizzazione di una risorsa non possono prescindere da una pianificazione di lungo periodo e pratiche virtuose. Tra gli ambiti di intervento rientrano, come già evidenziato durante il workshop del 14 ottobre 2016 a Montereale Valcellina da cui si sono sviluppati testi e i contributi raccolti nel Quaderno 07:

  • vivibilità, incentivi e modelli
  • infrastrutture e servizi al momento carenti
  • mobilità. L’obiettivo è quello di potenziare le reti di trasporto, in particolare quello pubblico
  • diffusione capillare della banda larga
  • politiche abitative che devono declinarsi secondo il valore della flessibilità sul territorio

Il primo punto riguarda il tema dello spopolamento montano, che oltre a causare una perdita di popolazione, soprattutto giovane, comporta una diminuzione del lavoro e una scarsa attrattività imprenditoriale, cui si aggiungono l’assenza di agevolazioni e la difficoltà nel fare impresa. In merito è stata suggerita la possibilità di valutare una defiscalizzazione per chi decide di investire in montagna così da attrarre nuova imprenditorialità e invertire il trend di spopolamento.

Allo stesso tempo è importante evitare la dispersione della densità abitativa (Legge sul riuso e LR 1/2016), controbilanciano l’incidenza della popolazione anziana, per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e impedire così una perdita di valori identitari e comunitari.

Dal punto di vista degli incentivi e della competitività sono emersi sei punti su cui lavorare:

  • Attrarre i giovani
  • Attrare le imprese
  • Valorizzare i punti di forza del territorio montano
  • Riconoscere i benefici prodotti dalla montagna
  • Collaborare e fare sistema
  • Conoscere le opportunità

Non dimentichiamo poi il ruolo dell’architettura come motore di recupero fisico e sociale dei luoghi e di immobili inutilizzati secondo una logica di fruizione ampia, inclusiva, vicina alle vocazioni contemporanee e sostenibile poiché capace di adattarsi ai diversi bisogni (es. alberghi diffusi).

La montagna deve uscire dall’isolamento dettato dalle condizioni geografiche e mettersi in contatto con il resto del mondo, creando comunità fisiche anche grazie all’era delle reti. Non solo, è fondamentale adottare uno sguardo rivolto verso il futuro per evitare che la montagna si trasformi in un simulacro di sé stessa e si fossilizzi e il digitale non deve essere pensato solo in ambito di promozione del territorio ma anche sulla base dei servizi a favore della popolazione.

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