Una campagna di sensibilizzazione e iniziativa concreta per ridefinire l'uso della plastica nel nostro quotidiano, ma non solo.
More clay, less plastic: da Frisanco al mondo per la tutela dell'ambiente

16/10/2017 - Un'iniziativa partita da un'artista di Frisanco, che in poco tempo si è diffusa sul web. Se ancora non la conoscevi, è il momento di scoprire come fare la tua parte per la lotta all'inquinamento, insieme a una comunità virtuale che conta a oggi quasi 5.000 membri.

“More Clay, Less Plastic”, mostra itinerante di ceramiche funzionali.

Una campagna mondiale, nata nelle Valli e Dolomiti Friulane con l’intenzione di contribuire alla riduzione dell’inquinamento, sensibilizzando le persone sul tema della contaminazione causata dai rifiuti in plastica e proponendo di sostituire nelle case gli oggetti di uso quotidiano realizzati in questo materiale, altamente inquinante, con altri di terracotta e ceramica.

Si chiama “More Clay, Less Plastic” il progetto internazionale che parte da Frisanco, con l’obiettivo di promuovere l’uso della ceramica e della terracotta per sostituire la plastica in tutti, o nella maggior parte, gli oggetti di uso quotidiano. Un’iniziativa che nasce dall’idea della ceramista Lauren Moreira, artista di origini brasiliane,trasferitasi a Frisanco per lavoro e per amore, e dalla sua personale convinzione che ognuno può fare la sua parte per combattere l’inquinamento e tutelare l’ambiente che ci circonda.

"More Clay, Less Plastic", che significa letteralmente “più argilla, meno plastica”, è una campagna nata nel 2014 e diffusasi rapidamente attraverso Facebook. Alla base di questo gruppo aperto a tutti, c’è la voglia di creare una rete internazionale di ceramisti e semplici curiosi, per divulgare il messaggio che ridurre l’uso della plastica mediante l’utilizzo di oggetti realizzati con materie prime naturali (argilla, vetro, metallo, legno e carta) è un passo importante, urgente e necessario per salvaguardare l’ambiente e contribuire a migliorare la qualità della vita. Una comunità virtuale a cui hanno aderito circa 4.895 persone, tra cui artigiani e ceramisti sensibili alla tematica provenienti da tutto il mondo. L’idea è infatti condivisa in 78 Paesi, dall’Australia al Canada passando per lo Sri Lanka, il Pakistan, l’India, il Bangladesh, il Marocco e l’Egitto.

Dopo l’avvio sul web, la campagna si è concretizzata nel 2016 attraverso mostre, eventi culturali, workshop e laboratori.

È nata in questa fase la mostra itinerante “Change in your hand”, che presenta al pubblico oggetti funzionali, creati da artisti ceramisti provenienti da Italia, Spagna, Svezia, Croazia, Turchia, Francia, Irlanda, Austria, Polonia, Usa, Australia, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Svizzera, Corea del Sud, Danimarca, Olanda, Scozia e Taiwan.

Un’esposizione per incoraggiare il consumo critico e sostenibile e che ha trovato ospitalità anche presso il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago, luogo di promozione del lavoro artigianale e che non a caso è stato scelto per ospitare questo evento dal 15 luglio al 31 agosto scorsi.

Un passo indietro per fare un passo avanti: creazioni di ceramica che fanno bene all'ambiente e riportano in luce il lavoro artigianale.

La campagna si propone di responsabilizzare le persone e proporre buone pratiche per proteggere l’ambiente, portando gli individui a ripensare le loro abitudini e i loro oggetti di uso quotidiano. Ad esempio, un bicchiere non è sempre stato di vetro o di plastica, ma in origine veniva realizzato in argilla: perché non riproporlo in questa versione? Un discorso analogo può essere fatto per molti altri oggetti, come piatti, ciotole, scolapasta, utensili da cucina e molti altri ancora. Tale iniziativa, oltre a far riflettere, vuole dare anche una nuova umanità al lavoro, enfatizzando la sua componente artigianale e trasmettendo l’idea che gli oggetti non siano solo cose, ma piuttosto il frutto dell’impegno e della creatività di una persona e, in quanto tali, raccontino una storia.

Un’idea semplice, ma di impatto, che ci riporta indietro nel tempo e ci aiuta a realizzare che una volta non esistevano oggetti fatti di plastica, la cui introduzione, in termini di impatto ambientale, ha condotto a ricadute estremamente negative.

Come sostiene Moreira, sensibilizzare le persone all’utilizzo della ceramica al posto della plastica non è una questione di dire si stava meglio quando si stava peggio, ma di ridurre l’esagerazione, perché ogni giorno si inventa un oggetto in plastica che spesso è inutile.

Un progetto interessante e di notevole importanza, sia per la spontaneità della sua nascita e crescita, sia perché propone idee eco-friendly che tutti possiamo cogliere e applicare nel quotidiano, promuovendo l’artigianato locale e sostenendo un commercio che altrimenti rischia di scomparire.

Per saperne di più e per essere informato sulle prossime iniziative, visita il sito della campagna e la pagina Facebook.

Puoi anche leggere l'articolo dell'ANSA sull'iniziativa e dare un’occhiata all’intervista in cui Lauren Moreira racconta il suo ambizioso progetto.

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