#SENTINELLEINCONTRANO
Michael Del Pin – Giovane Atleta e Boscaiolo

18/09/2018 - Intervista a Michael Del Pin, giovane ventenne di Meduno che racconta il mestiere del boscaiolo, per lui diventato anche sport e passione.

1. Da dove trai tutta questa forza? Che ovviamente non può essere solo fisica. Hai qualcuno a cui ti ispiri? Nella famiglia, nelle persone che hanno la tua stessa passione?

La forza per svolgere questo sport, perché è a tutti gli effetti uno sport che richiede una particolare preparazione atletica, la traggo dal mio ''Team Spacamanari'' che mi segue in tutte le mie avventure, anche se alcune volte non va proprio come speriamo noi (ad esempio nel campionato italiano dove credevo sarei andato meglio, invece sono arrivato solo al bronzo).

2. Azzardiamo scrivendo che porti avanti la tradizione del segantino, antico mestiere della Val Tramontina in uso fino agli anni '50. Ma cosa rispondi a coloro che non comprendono come un ragazzo così giovane possa abbracciare un mestiere “da vecchio”?

Non lo reputo assolutamente un mestiere ''da vecchio'', tutt'altro, infatti utilizziamo strumenti delicatissimi e di fattura sempre migliore, al passo con i tempi. L'unica cosa in comune con l'antico mestiere è quello di ''segare i legni''. Lo faccio anche di lavoro, il boscaiolo, e abbiamo macchinari di ogni sorta che ci agevolano.

3. Eppure se pensiamo solo al Trentino-Alto Adige, là sono organizzati fin dagli anni Ottanta corsi per boscaioli che si occupano sì del taglio dei boschi, ma anche della manutenzione del territorio. Da noi esistono queste realtà?

Anche da noi esistono i corsi per boscaioli, sia per imparare il corretto utilizzo delle attrezzature che il corretto sfruttamento dei suoli per prevenire la deforestazione e gli abbattimenti eccessivi. Tuttavia c'è una scarsa considerazione del bosco da parte della comunità che non risconosce la vasta risorsa che abbiamo, probabilmente legata anche alla mancanza di fondi da cotributi europei. Io stesso avrei dei progetti di rivalutazione, ma sono molto impegnativi a livello economico.

4. Hai raggiunto grandi traguardi e altrettanti te ne aspettano in futuro. Ora che sfida ti aspetta? E a cosa ambisci in particolar modo? Quale ''vetta'' vorresti raggiungere?

Il mio obiettivo per il futuro è sicuramente il campionato della categoria PRO, dove sono il più giovane in gara e in cui lo scorso 26 agosto mi sono aggiudicato il terzo gradino del podio. Vincerlo in futuro significherebbe tornare ad un confronto mondiale.

5. Hai conosciuto molte persone nei tuoi spostamenti che sicuramente ti avranno trasmesso tanto, amicizia, fiducia, incoraggiamento. Ecco, che consigli vorresti dare ai tuoi coetanei?

Ho sicuramente conosciuto molte persone, alcune delle quali sarebbe stato meglio non conoscere, ma anche tante altre speciali. Posso dire ai miei coetanei che sicuramente vale la pena di provare questo sport, però ci vuole tanta passione per portarlo avanti perché è molto costoso e impegnativo.

6. Del territorio in cui viviamo cosa pensi? E che cosa si può fare di più perché le Valli e le Dolomiti Friulane possano diventare ancora più attrattive?

Del territorio in cui viviamo penso che rispetto al Trentino-Alto Adige siamo molto indietro a livello turistico, se si vuole puntare su questo. Ma anche tanto indietro per il metodo di estrazione del legname se vogliamo parlare del mestiere del boscaiolo vero e proprio.

Giovani Sport

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