Il Vajont e Progettoborca alla Biennale di Venezia

14/06/2018 - 2 Biennali per DC, che sarà presente in questi giorni alla Biennale nomade d'Europa Manifesta 12,che si tiene a Palermo e poi alla Biennale di Architettura di Venezia per un altro viaggio nella cultura della rigenerazione del Patrimonio del Paese, attraverso le buone pratiche e l'arte contemporanea.

Dolomiti Contemporanee è presente alla Biennale di Venezia (26 maggio – 25 novembre 2018) nel Padiglione Italia, curato dall'architetto Mario Cucinella.

Attraverso Arcipalego Italia Cucinella ha compiuto un viaggio esplorativo, una ricognizione sulle aree interne d’Italia, soffermandosi su una serie di siti, progetti e processi d’architettura e socializzazione culturale, che prevedono la partecipazione del territorio, che si esplica attraverso buone pratiche, strategie di rete, processi rigenerativi aperti e idee rinnovative, che dimostrino di saper affrontare responsabilmente il tema della valorizzazione e del riuso del Patrimonio: ambientale, paesistico, culturale e sociale.

L'Italia non è fatta solo delle capitali metropolitane, dove architetti costruiscono edifici o complessi spettacolari, ma dall'entroterra, cioè dal paesaggio, fisico ed umano.

Per rigenerare l'Italia, bisogna dunque entrare in queste aree marginali e rigenerale. Una filosofia in linea con il costrutto culturale e la pratica di DC, che per questo motivo è stata selezionata, tra 500 candidati, per Arcipelago Italia, dov’è presente con la piattaforma di Progettoborca , che rigenera l'ex Villaggio ENI di Borca di Cadore.

In Arcipelago Italia vengono mostrati diversi progetti di rigenerazione attivati, attraverso l'architettura partecipata, nell'Appennino del post-terremoto. Un altro motivo per partire dal Vajont. Ad accogliere i visitatori, infatti, all’ingresso del Padiglione una grande ed emblematica immagine (sei metri per quattro) che raffigura la frana del Monte Toc, vista dalla copertura delle ex scuole di Casso, dal 2012 Nuovo Spazio di Casso, gestito da Dolomiti Contemporanee, le cui attività sono sostenute dal Comune di Erto e Casso e dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la Fondazione Dolomiti Unesco.

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