Firmata l'Intesa per lo sviluppo regionale e locale 2018-2020

09/01/2018 - Lunedì 8 gennaio ha rappresentato un momento importante, che sancisce il piano dei finanziamenti destinati alla realizzazione degli interventi di area vasta a disposizione delle Unioni territoriali in tale triennio, per un valore complessivo di circa 147 milioni di euro.

Ieri a Udine Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, e il Presidente del Consiglio delle Autonomie locali e Presidente dell'UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane Andrea Carli hanno firmato alla presenza dell’Assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin, l'Intesa per lo sviluppo regionale e locale 2018-2020.

Nello specifico saranno stanziati 20 milioni di euro per l'anno 2018 da utilizzare esclusivamente per finanziare spese di investimento, 40 milioni di euro per il 2019 e 40 milioni di euro per il 2020 per un totale di oltre 100 milioni di euro a disposizione delle amministrazioni locali. All'importo si aggiungeranno poi le quote di avanzo non vincolato delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Trieste da considerarsi come risorse una tantum che le Unioni potranno utilizzare a titolo di cofinanziamento ed ulteriori 20 milioni di euro di quota di cofinanziamento da parte delle amministrazioni comunali. Risorse che raggiungono i 160 milioni di euro, se si considerano anche i 13,5 milioni di euro già stanziati nel 2017 per progettare l'avvio degli interventi.

Gli interventi sul territorio previsti nei Piani delle Unioni ammontano complessivamente a 262, in media uno per ciascun Comune con lo scopo di superare le criticità di determinate aree territoriali e svilupparne le potenzialità sul lungo periodo. Particolare rilevanza è data alle azioni e progettualità volte alla promozione del turismo slow, interventi nell'area del welfare, di messa in sicurezza del territorio, recupero e riqualificazione energetica degli edifici pubblici e tesi alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

L’Intesa dovrebbe rappresentare e si declina, quindi, come uno strumento negoziale a disposizione dei territori, che diventano artefici del loro destino definendo le loro priorità e proponendole alla Regione. Come riporta l’Assessore Panontin in un post sulla sua pagina facebook si tratta di "una rivoluzione copernicana nei rapporti Regione-Enti Locali" perché introduce "una nuova logica nelle politiche di sviluppo territoriale, che porterà tendenzialmente a semplificare i rapporti e le procedure di accesso ai finanziamenti”.

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