Una fonte di ricchezza culturale spesso dimenticata si cela nei borghi rurali e nei piccoli centri storici, che devono essere tutelati, ripopolati e presi in considerazione nei progetti di sviluppo territoriale.
Facciamo grandi i #PICCOLICOMUNI: l’importanza della Legge 158/2017 del 6 ottobre

28/11/2017 - In questi mesi vi abbiamo raccontato e parlato di diverse iniziative tese a salvaguardare i borghi e i comuni di piccole dimensioni dallo spopolamento, con lo scopo principale di incentivare il turismo e lo sviluppo delle attività produttive localizzate nel territorio. In questo articolo vi parleremo nello specifico della Legge 158/2017.

Giovedì 30 novembre alle ore 20.30, presso il Centro Culturale di Casiacco a Vito d’Asio, si svolgerà un incontro volto a presentare la legge 158/2017, "Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi Comuni". 

Saranno presenti alla serata il Presidente dell’UNCEM FVG Ivan Buzzi, il Presidente dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane Andrea Carli e l’On. Giorgio Zanin, Deputato XVII Legislatura. Concluderà la serata il Presidente dell’Uncem Nazionale On. Enrico Borghi, relatore per la Commissione VIII Ambiente della Camera dei Deputati. Per maggiori informazioni e scaricare la locandina dell'evento clicca qui.

Che cosa prevede tale legge?

Il provvedimento, entrato in vigore il 17 novembre 2017, si compone di 17 articoli e ha lo scopo di promuovere e favorire uno sviluppo socio-economico, ambientale e culturale sostenibile dei piccoli comuni. Una legge volta anche a contrastare lo spopolamento e l’abbandono di tali bellezze naturali e che vede nei borghi una fonte di ricchezza culturale, spesso dimenticata, che deve essere tutelata e riscoperta. È necessario, quindi, nelle iniziative territoriali messe in atto tenere in considerazione che l’equilibrio demografico del Paese e la salvaguardia delle sue bellezze naturali e culturali passa anche dal ripopolamento e dall'esaltazione del patrimonio rurale, artistico, naturale e culturale dei piccoli comuni.

Lo sviluppo del territorio non può prescindere, dunque, dalla valorizzazione delle sue peculiarità. Per questo nel Piano dell’Unione dell’ UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, tra gli indirizzi strategici è stato indicato come prioritario “il paesaggio delle Valli e Dolomiti friulane: natura, storia, cultura” per sostenere, riqualificare edifici o aree dismesse, valorizzare al meglio e promuovere il territorio, così da renderlo attrattivo agli occhi di giovani, turisti e imprese.

L’articolo 1 della legge 158/2017 identifica come piccoli comuni quelli con popolazione residente fino a 5.000 abitanti e prevede che a beneficiare dei finanziamenti possano essere ad esempio comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico o caratterizzati da una marcata arretratezza economica, nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente, comuni caratterizzati da inadeguatezza dei servizi sociali essenziali, appartenenti alle unioni di comuni montani o  istituiti a seguito di fusione oppure con un territorio compreso totalmente o parzialmente nel perimetro di un parco nazionale, di un parco regionale o di un'area protetta.

Tra gli interventi per raggiungere un simile obiettivo rientrano:

Recupero e riqualificazione dei centri storici e promozione di alberghi diffusi
• Misure per il contrasto dell’abbandono e la riqualificazione di immobili nei piccoli comuni
• Acquisizione di case cantoniere e realizzazione di circuiti e itinerari turistico-culturali
• Sviluppo della rete a banda ultra larga e programmi di e-government
• Promozione e misure per favorire la vendita dei prodotti provenienti da filiera corta
• Attuazione delle politiche di sviluppo, tutela e promozione delle aree rurali e montane
• Iniziative finalizzate alla promozione cinematografica, vista come strumento di valorizzazione turistica.
 Agevolazioni nella rete dei trasporti e nell'istruzione nelle aree rurali e montane, in modo da consentire il miglioramento delle reti infrastrutturali e il coordinamento tra servizi pubblici e privati, per collegare più agevolmente i comuni delle aree rurali con quelli del capoluogo di provincia e Regione, oltre alla progressiva informatizzazione e digitalizzazione dei servizi.

Tali attività si ricollegano anche alle proposte progettuali e alle iniziative intraprese dall'Unione, quali il riavvio della tratta ferroviaria Maniago-Sacile, il riutilizzo di immobili dismessi, iniziative volte al ripopolamento e all’inclusione sociale come quelle promosse dal Consorzio delle Valli e delle Dolomiti Friulane e dai Servizi Sociali dell’UTI e alla promozione, attraverso la Via dei Saperi e dei Sapori e Giro Azienda, dei prodotti tipici del territorio.

È previsto, inoltre, un fondo da 100 milioni di euro stanziato dal Governo (con una dotazione iniziale di 10 milioni per il 2017 e di 15 milioni per ciascun anno dal 2018 al 2023), per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per il finanziamento di investimenti per l'ambiente e i beni culturali, la salvaguardia e la riqualificazione dei centri storici, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e delle scuole e l'insediamento di nuove attività produttive. Risorse che potranno essere utilizzati dagli enti locali anche per l'acquisizione delle case cantoniere e delle stazioni ferroviarie abbandonate, al fine della realizzazione di circuiti turistici e per la promozione dei prodotti locali destinati alla vendita.

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