Spiegare, informare e formare sulle nuove tecnologie in modo da favorire l’inclusione digitale e colmare non solo il digital divide ma anche il gap culturale
Centri Didattici Digitali Diffusi in FVG: Maniago e Tolmezzo i primi a partire

30/01/2018 - Presentato ieri, presso la sede dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane il progetto FVG Digital Academy Diffusa, iniziativa inserita nell’Agenda digitale e tesa a formare e alfabetizzare la popolazione sull’uso degli strumenti digitali.

Lunedì 29 gennaio è stato esposto dalla dott.ssa Gabriella Taddeo e dalla Consigliera regionale Renata Bagatin, con la partecipazione del Presidente dell’Unione Andrea Carli, il progetto E-inclusion FVG, per generare una nuova alfabetizzazione digitale. Lo scopo è evitare l’esclusione sociale, acquisire nuove competenze e apprendere l’utilizzo degli strumenti informatici utili per vivere in modo attivo nella società e beneficiare dei servizi messi a disposizione dalla tecnologia, come le applicazioni che segnalano i tempi di attesa nei pronto soccorsi, i siti in cui si possono sbrigare pratiche legate ad aspetti della vita quotidiana come cambiare il proprio medico curante o altri servizi online della PA, che semplificano i processi e li rendono ancor più accessibili al cittadino.

Gli obiettivi di partenza dell'iniziativa riguardano l’abbattimento del divario digitale della popolazione del Friuli Venezia Giulia, l'incentivazione all’utilizzo dei Servizi on line messi a disposizione dalla PA e dalle Sanità Regionali per incentivare la cittadinanza attiva, valorizzare l’Alternanza scuola lavoro e promuovere azioni e strumenti per il Piano regionale su l’invecchiamento attivo. L'intenzione finale è di avviare una Community attiva sul territorio regionale entro marzo 2019 di circa 100 facilitatori in grado di attivare in autonomia azioni per formare i cittadini in termini di conoscenza informatica  e ridurre il divario digitale della popolazione, operando in modo continuativo e creando delle sinergie sul territorio.

La FVG digital academy diffusa prevede l’erogazione standard dei corsi per gli ee.ll/UTI su gestionali in Repertorio; incremento delle attività di tipo seminariale e workshop (es contabilità e anagrafe in loco); agevolazione attività per i corsi per il comparto unico; recupero centri PASI; sinergie con le attività formative promosse da ERPAC – IPAC; programmazione percorsi/eventi inclusione digitale; supporto attività alternanza scuola/lavoro e invecchiamento attivo (UTE) e sinergie con le imprese del territorio. Infatti, sebbene la Regione e Insiel si occuperanno di creare un contesto favorevole alla formazione, sarà poi compito dei territori far nascere dei progetti che dovranno partire dalle imprese, associazioni e amministrazioni locali.

Molti i vantaggi a medio e lungo termine dell’iniziativa, tra cui la programmazione ‘dedicata’ organizzata e ottimizzata per area territoriale; la riduzione dei costi di trasferta dei discenti per la formazione tradizionale in presenza; la dislocazione di nuovi progetti formativi ‘in divenire’ e nuove modalità di accesso alla formazione in loco; il consolidamento di alcune UTI/Comuni come centro di servizi didattici evoluti; l’utilizzo incrementale di azioni formative a distanza e attivazione di web seminar (formazione sincrona) e l’incentivazione di videoconferenze tra enti e tra enti e Regione.

Il corso è a titolo gratuito, ma richiede in cambio l’impegno e un ruolo attivo da parte dei facilitatori per organizzare le attività previste per la popolazione, si comporrà di 8 sessioni formative in presenza o in assenza per un totale di 80 ore ripartite in base al numero di persone interessate e valutate idonee dal test effettuato per capirne il livello di competenza.

Il percorso formativo per le persone che diventeranno a loro volta dei formatori sul territorio regionale prevede una prima fase in cui condividere un approccio metodologico e didattico comune e una seconda durante la quale svolgere attività laboratoriali e approfondire determinate tematiche, quali l’utilizzo dei motori di ricerca, il funzionamento dell’e-commerce e l’uso di un tablet o di uno smartphone. Questi 10 giorni saranno essenziali per allenare le capacità didattiche e di trasferimento delle competenze in modo da valutare i punti su cui lavorare e migliorare per poi proseguire con l’approfondimento di tematiche specifiche.

In definitiva, una buona formazione è essenziale a colmare il divario culturale e digitale e rappresenta allo stesso tempo un fattore necessario per padroneggiare e saper riconoscere le opportunità offerte da internet.

A partire dalle idee le istanze saranno di due tipi: logistica e di inclusione digitale. Dal punto di vista logistico la location ideale per l’apertura di un’aula multimediale per l’alfabetizzazione digitale dovrebbe essere dotata di attrezzature adeguate, sala seminariale, possibilità di attivare una reception, aula informatizzata e dotata di una lavagna interattiva in modo da favorire l’apprendimento e sperimentare di persona l’uso di queste strumentazioni. I centri digitali didattici diffusi in FVG prevedono, quindi, dei prerequisiti come la disponibilità della fibra ottica, dell’amministrazione locale, spazi logistici adeguati alle esigenze e dei servizi accessori come la disponibilità di una mensa e la possibilità di parcheggio. Il progetto offre anche la possibilità di realizzare dei percorsi di alternanza scuola lavoro in modo da coinvolgere i ragazzi nei corsi e insegnar loro le molteplici funzioni legate all’apprendimento offerte dalla tecnologia e non solo i loro aspetti social. Una collaborazione in cui il ruolo delle imprese sarà fondamentale per generare e offrire occasioni formative di alto livello per i giovani del territorio. 

Resta ora da chiedersi come sia possibile raggiungere una vasta platea? Ciò è possibile attraverso i ragazzi, che sono nativi digitali e spesso non si rendono conto delle loro competenze, con la collaborazione e il coinvolgimento dei formatori UTE che già organizzano dei corsi di informatica di base e grazie alle associazioni di volontariato. Tre categorie che vanno a comporre una comunità di facilitatori selezionati in base a dei prerequisiti e che condividono e creano insieme dei denominatori comuni di insegnamento alla popolazione e sono in grado di pianificare le attività e garantire una formazione continua ai facilitatori.

Si crea così una rete positiva di diffusione della conoscenza e dell’informazione che si muove nel territorio. Una vera e propria comunità di facilitatori in cui anche l’interazione tra giovani e anziani sarà funzionale all’apprendimento congiunto, al confronto e allo scambio di conoscenze in un’ottica di collaborazione. Il percorso ha lo scopo di creare una community di facilitatori, pubblicare un calendario regionale delle attività formative e fornire un coordinamento e un supporto alla formazione continua di un numero sempre maggiore di persone così da mettere a fattor comune le competenze e far ruotare tra i diversi territori regionali i vari facilitatori.

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