“Cambio di paradigma. Costruiamo insieme il domani delle Valli e delle Dolomiti Friulane 2018 – 2020”

16/04/2018 - L’esempio dell’UTI VDF dove efficienza, efficacia amministrativa e collaborazione accendono il territorio.

L’intervento del Direttore Luciano Gallo al Convegno “Azioni integrate per lo sviluppo sostenibile del Veneto” per presentare la situazione e portare l’esempio dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane.

Con la legge regionale numero 26 del 2014 è stato modificato il sistema delle Autonomie Locali in Friuli Venezia Giulia, quello che si era fino ad allora retto sulla presenza di Regione, Province e Comuni. Tale legge aveva come obiettivo il superamento delle province e la riunione di più comuni in UTI, non solo per governare e gestire le funzioni amministrative, ma anche per lo sviluppo del territorio.

Oggi lo sviluppo parte in primis dal territorio, ritornato con la globalizzazione ad occupare un ruolo fondamentale e di primo piano nella crescita e nel progresso sociale, economico, culturale e istituzionale dell’intero Paese perché è proprio nei luoghi che si sperimenta e nasce l’innovazione. Infatti, se da un lato la globalizzazione ha fatto riemergere l’importanza del territorio, dall’altra, lo ha anche rilanciato, rendendolo un fattore attrattivo per le attività economiche e un livello su cui oggi si gioca la gara competitiva. Il locale si fa così artefice del proprio destino e decide quali strategie di sviluppo intraprendere per il benessere dell’intera collettività. In quest’ottica diventano essenziali l’efficienza amministrativa degli enti locali, l’orientamento al risultato delle aree funzionali (sanità, scuole, comunicazioni e i trasporti) e la partecipazione dei cittadini.

Stato, mercato e comunità diventano, quindi, tre dinamiche che devono stare insieme quando si parla di territorio. In tale prospettiva nasce l’Alleanza Territoriale per lo Sviluppo delle Valli e Dolomiti Friulane, un tavolo di concertazione che riunisce trenta rappresentanti e opinion leader appartenenti a questi tre mondi ed esprime al meglio l’idea di uno sviluppo che parte dal territorio. Si tratta non solo di creare e consolidare legami collaborativi, ma anche di andare a recuperare le identità distintive dei nostri luoghi per guardare al futuro.

L’Alleanza intende essere la naturale prosecuzione de “La carica dei 101. L’unione è la forza per lo sviluppo del territorio”, l’evento che l’8 aprile ha messo attorno a tavoli di discussione oltre 250 tra esponenti del mondo dell’impresa, dell’associazionismo e delle istituzioni, rappresentativi delle distinte realtà dell’UTI. Questa iniziativa ha rappresentato l’elemento alla base del Piano dell’Unione, nato dalle idee, dalle necessità e dalle intenzioni emerse durante l’incontro e non redatto a tavolino sulla base di soli numeri e statistiche. Da quest’esperienza sono emersi diversi temi, declinati in quattro pilastri:
L’impresa sostenibile del bello, buono e ben fatto (innovazione, impresa e territorio)
Il paesaggio delle Valli e delle Dolomiti Friulane: natura, storia e cultura (mobilità sostenibile, turismo e nuove forme dell’abitare e del vivere). Un ambiente selvaggio unico rappresentato dalle Dolomiti Patrimonio Unesco e dall’altro i Magredi, territorio unico e meraviglioso.
La terra delle opportunità per tutti
L’UTI distribuita, collegata, collaborativa e cooperativa

Territorio come via per lo sviluppo significa, dunque, promuovere il modello dell’amministrazione condivisa, essere consapevoli che il destino delle imprese è legato a quello del territorio in cui sono situate e il successo dell’uno si riflette su quello dell’altro e che il capitale sociale è motore di sviluppo. Da qui nasce la ricerca di una via inclusiva, che permetta di ragionare insieme (Stato, mercato e comunità) e allo stesso tempo tenersi al passo con i mutamenti produttivi e tecnologici.

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