Il 13 dicembre vieni a conoscere il Consorzio delle Valli e delle Dolomiti Friulane e scopri il progetto che fonde cultura locale e sviluppo di comunità
“Adotta un mini-gregge”: un’iniziativa rispettosa del territorio e delle sue necessità

11/12/2017 - Il calo demografico, dovuto alla mancanza di opportunità lavorative, si traduce in un progressivo stato di incuria dell’ambiente circostante, che si lega a problematiche maggiori, come l’avanzamento del bosco e l’aumento degli insetti nocivi (tra cui le temutissime zecche). A questo circolo vizioso bisogna rispondere con una proposta integrata e comprensiva, ci spiega Alberto Grizzo, presidente del Consorzio Valli e Dolomiti Friulane, avanzando un progetto che si muova con la natura, non contro di essa, e che veda il territorio come un vero e proprio soggetto vivente.

Mercoledì 13 dicembre alle ore 20.30, presso l’Oratorio Parrocchiale di San Francesco a Pordenone ci sarà un incontro organizzato dal Consorzio delle Valli e delle Dolomiti friulane dedicato alla promozione dell’iniziativa “adotta un mini-gregge” il cui scopo è quello di informare e raccogliere adesioni finalizzate al sostegno del “progetto stalle sociali” del Consorzio, che partirà nel 2018. Il cuore di questo progetto è quello di promuovere il ritorno a forme collettive di gestione dei luoghi di produzione e trasformazione del latte. Scopri il programma.

Il Consorzio si focalizza infatti non solo su attività di tipo produttivo, ma sul creare dei veri e propri laboratori esperienziali che mirino al coinvolgimento della comunità ed apportino benefici alla stessa. Basti pensare all’attività promossa dal Consorzio dedicata alla manutenzione ambientale (sfalcio ecologico a Tramonti) o ai progetti di inclusione sociale avviati all’inizio del 2017.

Il progetto “Adotta un mini-gregge”

Negli ultimi anni la montagna sta subendo un progressivo processo di spopolamento e depauperazione delle risorse e per questo motivo è importante andare a ridefinire il rapporto tra città e montagna attraverso un investimento di tipo personale. Il Consorzio ha così deciso di andare a muovere risorse che possiamo trovare in contesti cittadini ed effettuare allo stesso tempo un test con il progetto “Adotta un mini-gregge”. Quello che si desidera però evitare è il ritorno alla montagna in una semplice ottica di sfruttamento delle sue risorse. L’intento del Consorzio è infatti quello di incuriosire e richiamare l’attenzione degli individui che manifestano un reale interesse a supportare processi di rigenerazione delle aree montane e con la voglia di riscoprire e ritornare ad una dimensione del finanziamento non monetario ma che verta sullo scambio di prodotti. Un processo, quindi, di retro-innovazione perché riprende i temi della cultura locale, come la pastorizia, ma lo fa secondo una nuova prospettiva di sviluppo e di comunità.

Tale investimento sociale, che si ispira alla CSA, per la gestione del gregge presenta un unico vincolo di tipo temporale e numerico. È previsto l’acquisto di un gregge composto da un numero minimo di 20 capi che la persona, intesa come il supporter dell’operazione, decide di mettere a disposizione del Consorzio per un periodo di tre anni e senza chiedere nulla in cambio. Al termine dei tre anni chi ha intrapreso questo percorso potrà decidere di ritirarsi liberamente e con la garanzia da parte del Consorzio della restituzione completa del capitale investito. Nel caso contrario, se dopo questo periodo di prova si dovesse giungere alla decisione di proseguire con tale esperienza, sarà sufficiente negoziare un interesse in termini di scambio di prodotti e non di tipo monetario. Un’altra alternativa prevede che se durante i tre anni si siano instaurati dei legami con altri soggetti investitori sia possibile unire i diversi mini-greggi ed entrare nella partita produttiva del Consorzio.

Che cos’è la CSA?

La Community Supported Agricolture è un’agricoltura civica o civile supportata dalla comunità, che si basa su un modello economico finalizzato alla coltivazione e all’allevamento per fini produttivi, ma che contestualmente persegue il bene comune. Per questa ragione, l'agricoltura civica si fonda sul coinvolgimento delle comunità locali e dei cittadini, abbraccia sistemi di produzione e di commercializzazione innovativi, e rappresenta una visione della società fondata su pratiche sociali, economiche e ambientali sostenibili, sul senso di responsabilità e sulla reciprocità. Disintermediazione e redistribuzione del valore all’interno della comunità diventano fattori centrali nel mettere in relazione produttori e realtà locali e nel generare meccanismi di ritorno del valore materiale e immateriale. Infatti, pratiche di questo genere supportate dalla comunità rivoluzionano la produzione e la distribuzione dei prodotti alimentari e creano una mutua partecipazione tra produttori e comunità locale.

Per ulteriori informazioni sulle attività del Consorzio, sulle iniziative ed i progetti in atto visitate la pagina http://www.consorziovallidolomitifriulane.it/ oppure scrivete una email ainfo@consorziovallidolomitifriulane.it

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