Montagna, imprenditoria e tutela dell’ambiente: testimonianza di un connubio possibile
Acqua Dolomia: dalle risorse naturali delle Valli e Dolomiti Friulane opportunità di sviluppo di eccellenza

16/10/2017 - Oggi vi raccontiamo una storia che parla di montagna, di risorse naturali uniche e della capacità di cogliere un'opportunità imprenditoriale rispettando al tempo stesso l'ambiente da cui la preziosità di quelle risorse dipende.

Sfruttamento sostenibile, per promuovere lo sviluppo di un'intera valle.

Spesso capita che quello che ci circonda venga dato un po’ per scontato. E cosa c’è di più scontato dell’acqua, di più ovvio e di più prevedibile in una zona come quella delle Valli e Dolomiti Friulane, in cui disponiamo di laghi naturali e bacini artificiali, di torrenti che scavano vallate e di intense piogge autunnali (scopri in dettaglio le VDF nella loro biodiversità).

Eppure, non è per nulla banale. Lo spettacolo di una sorgente che sbocca direttamente nella Val Cimoliana, dalla roccia delle Dolomiti Orientali oggi patrimonio dell’UNESCO, all’interno del Parco Naturale Dolomiti Friulane, nel bel mezzo di una natura incontaminata, non è qualcosa che lascia indifferenti.

Lo sapeva bene Italo Casagrande, uno dei fondatori di Acqua Dolomia, a cui gli anziani di Cimolais raccontarono di questa sorgente purissima dove un tempo si andava ad abbeverare il bestiame di ritorno dagli alpeggi di alta quota. Infatti pare che greggi e mandrie preferissero dissetarsi, tra le tante sorgenti lungo il cammino, proprio presso la località Gote, da cui oggi si ottiene l’acqua oligominerale Dolomia. Le prime analisi dimostrarono le eccezionali caratteristiche di quest’acqua che proviene da un bacino idrogeologico sotto la montagna, alimentato delle nevi perenni della Cima dei preti, a 2.703 metri. Gli strati più profondi della neve filtrano lentamente verso il bacino e qui l’acqua scorre per decenni a stretto contatto con la roccia dolomia, arricchendosi di minerali ed ossigeno e così acquisendo i componenti e la purezza che la caratterizzano.

L’acqua costituisce una caratteristica fondamentale della Val Cellina e la percorre in torrenti in tutta la sua lunghezza: ricordiamo che è proprio questa risorsa a scavare giorno dopo giorno la meravigliosa Forra del Cellina. La sorgente che sgorga dalle pendici del monte Nadei, finalmente riscoperta, venne quindi utilizzata nel 2001 per avviare l'impresa di imbottigliamento e realizzare una imperdibile occasione di sviluppo sostenibile e valorizzazione dell'intero territorio montano.

Per garantire la salvaguardia dell’ambiente e minimizzare l’impatto ambientale, si instaurò una collaborazione tra Acqua Dolomia e il Parco Naturale Dolomiti Friulane, allo scopo di studiare le soluzioni più adeguate per convogliare l’acqua. Per assicurare la piena tutela del territorio in cui si andava a operare, lo stato antecedente ai lavori fu documentato con foto e ripristinato com’era una volta che gli stessi lavori furono terminati.

Nel 2008 è iniziata la produzione vera e propria e la commercializzazione dell’Acqua Dolomia. Gli impianti sono di ultima generazione, sia per garantire la sicurezza dell’ambiente di lavoro sia quella alimentare. A tutt’oggi, l’acqua viene imbottigliata per caduta grazie ad una tubazione che corre dalla sorgente fino all’azienda – quindi senza conservazione in serbatoi di accumulo – garantendo in pieno la conservazione di tutte le caratteristiche fisico-chimiche, organolettiche e di purezza possedute alla fonte e confermate dal laboratorio di analisi qualità interno, che monitora quotidianamente, sia alla sorgente che in bottiglia, certi parametri che devono rimanere costanti.

L’assenza di elementi inquinanti e contaminanti, l’estrema purezza e la leggerezza sarebbero già qualità notevoli, ma se ne aggiunge un’altra, particolarmente significativa alla luce delle nuove tendenze riguardo la salute e il benessere. L’Acqua Dolomia ha infatti l’importante pregio di presentare un PH alcalino, utile al tamponamento dell’acidità del nostro organismo. Per questo, essa viene ulteriormente valorizzata nella proposta di diete di tipo alcalinizzante, per contrastare l’acidità dell’organismo appunto, tra i responsabili dello sviluppo dei radicali liberi.

Pur disponendo di una quantità enorme di acqua potenzialmente imbottigliabile, l’Acqua Dolomia limita la sua captazione per circoscrivere l’aumento del traffico e l’inquinamento veicolare della vallata. Anche le scelte di packaging rispecchiano la politica di tutela dell’ambiente, un ambiente che è fonte (in questo caso possiamo proprio dirlo) di una impresa che non dimentica che molto del suo successo è dovuto alla natura dei propri luoghi: il vetro a perdere è un’altra delle iniziative dell’impresa, finalizzata alla protezione dell’ambiente.

Un’attenzione particolare merita anche il capitolo delle certificazioni. Dolomia ha ottenuto non soltanto la certificazione ISO-9001 per la gestione di sistema, ma anche attestazioni specifiche per il settore alimentare, che sanciscono ulteriormente la qualità del prodotto, anche all’estero. Tra queste, ricordiamo il British Retail Consortium e l’International Food Standard, entrambe provenienti da organismi molto rigidi e attenti alla tutela del consumatore e all’attività di anti-sofisticazione. Ma non ci si ferma qui: certificazioni equipollenti sono state ottenute anche per il mercato arabo e indonesiano, a riprova della rilevanza di questa azienda non solo per la valle, ma per l’intero territorio, di cui contribuisce a esportare l’eccellenza.

Si tratta di una realtà, quella dell’Acqua Dolomia, che ci racconta un’altra opportunità colta al volo nel rispetto del territorio e della sua ricchezza naturale; proprio qui, nel contesto dell’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, in cui la montagna è spesso vista come un ostacolo, piuttosto che come una occasione. Ecco un’altra storia di successo, di compenetrazione tra imprenditoria e territorio, di simbiosi tra il lavoro dell’uomo e quello della natura, ove quest’ultima è grande regina.

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