#SENTINELLEINCONTRANO
Elena Busatto – Giovane Flamenca

20/06/2018 - Intervista a Elena Busatto.

1. Da dove vieni?

Da Maniago.

2. Se dovessi descriverti con poche parole come ti racconteresti?

Sensibile ed emotiva in un modo a volte difficile da gestire, ma determinata e combattiva.

3. Raccontami la tua passione più grande.

La mia passione più grande è il flamenco, un’arte tipica dell’Andalusia, regione del sud della Spagna, di origine gitana. Il flamenco comprende musica, canto, danza… seppur mi piaccia in tutte le sue forme, in particolare lo amo ballare. L’ho scoperto a 10 anni, quando mia madre si iscrisse a un corso che davano a Maniago. Io già studiavo danza classica, moderna, hip-hop… la danza la amo in tutte le sue forme. E così iniziai anch’io, per curiosità, per gioco.

Sono rimasta conquistata! E non ho più potuto farne a meno. Sono cominciati anni di rincorse alle opportunità per studiare: week-end a Verona, a Vicenza, a Bologna… estati in Spagna. Ero molto giovane, ma sono stata assai fortunata perché ho avuto due genitori che mi hanno sempre sostenuta. E maestri che hanno sempre creduto in me. In ogni caso non è stato facile, ho pianto tanto, mi sono chiesta tanto. Ma ne è sempre valsa la pena. Perché io ho bisogno di flamenco, ho bisogno di ballare. Ho bisogno di quella musica che sa toccarmi le più intime corde dell’anima. Di ballare ed emozionarmi, di ballare ed emozionare.

4. Perché hai voluto portare questa ballo andaluso nella tua zona di origine?

Ho scoperto il flamenco a Maniago, il mio paese natale, dove vi è una piccola realtà fondata nel 2005 e in cui ebbi la fortuna di conoscere colei che fu la mia prima insegnante. Adesso, dopo anni di formazione, ho avuto l’occasione di portare avanti il progetto diventando io stessa l’insegnante del gruppo nel quale cominciai come allieva. Ne sono molto felice perché sono molto legata al mio paese, ai miei luoghi, alla mia gente… ed è bello poter fare ciò che si ama, anche se non appartiene alla nostra cultura, nel posto che si ama.

5. Ami quello che fai?

Assolutamente sì, amo quello che faccio e mi ritengo molto fortunata. Ho progetti più grandi in realtà, ho sogni da corteggiare… com’è giusto che sia a 22 anni. Vorrei poter ballare di più e insegnare di meno, per guadagnarmi da vivere.Ma a prescindere da quel che sarà, sono felice per ciò che di flamenco ho coltivato fin qui. Il flamenco è un ballo molto intimo, è quasi una preghiera. Il flamenco è amore e odio, è dolore e felicità, è forza e delicatezza, è paura e coraggio, è appartenersi e appartenere… assaporarsi, darsi, vivere! E io ho un gruppo di persone meravigliose alle quali non solo insegno, ma a mia volta anche imparo. Uno spazio e un tempo dove emozionarsi e condividere esperienze, pensieri, sensazioni… vita. 

Il flamenco è davvero speciale.

Attualità Cultura Giovani

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