L'Assemblea dei Sindaci si riunisce per discutere due temi fondamentali per lo sviluppo
Approvato il Piano dell'Unione

10/07/2017 - L’Assemblea ha approvato il Piano dell’Unione, uno strumento previsto dalla legge regionale 26/2014 che definisce le politiche di azione per lo sviluppo del territorio, le quali sono previste dall'accordo tra regione ed enti locali e necessarie per l’assegnazione delle risorse finanziarie. Infatti l’intesa con la Regione determinerà l’erogazione di fondi di assestamento per le azioni principali evidenziate nel Piano.

In data venerdì 29 giugno si è tenuta l’Assemblea dei Sindaci delle Valli e delle Dolomiti Friulane che si è occupata di trattare due aspetti salienti per il territorio: da una parte il Piano dell’Unione, che definisce le linee organizzative e le politiche di sviluppo del prossimo triennio, e dall’altra il passaggio della funzione finanziaria in UTI dal giorno 1 agosto 2017. Per ulteriori informazioni riguardanti la decorrenza dei servizi finanziari potete cliccare qui.

Il documento principe dell’Unione affonda le sue radici nel territorio stesso, poiché è stato redatto sulla base delle necessità emerse durante l’evento la Carica dei 101, tenutosi in data 8 aprile presso la centrale A. Pitter di Malnisio, in cui 250 portatori di interessi, suddivisi in 21 tavoli tematici, hanno esposto considerazioni ed idee. Inoltre il Piano, proprio perché risultante dal dialogo con le amministrazioni comunali, con il sistema economico e con la comunità, rispecchia il territorio nella sua natura e definisce le visioni di sviluppo e gli eventi prioritari sui quali concentrare le energie, sia in termini di opere che di iniziative estese all’intera Unione delle Valli e Dolomiti Friulane. Sulla base della normativa, il Piano costituisce quindi il momento in cui le diverse parti territoriali concertano lo sviluppo dei propri Comuni: è quindi dinamico ed in evoluzione, proprio per integrarlo con le necessità in costante cambiamento del territorio, in cui sorgono nuovi bisogni così come nuove opportunità.

Si tratta di un percorso assolutamente innovativo per la nostra regione, che risulta in uno strumento, il Piano dell’Unione delle Valli e delle Dolomiti Friulane, riconosciuto unanimemente dagli attori economici e sociali del territorio come fondamentale per la promozione di un cambiamento. È stato discusso e concertato in ogni sub-ambito, quindi integrato dagli elenchi triennali delle opere pubbliche dei 20 comuni, in particolare per quanto riguarda le opere di valenza sovracomunale.

Già approvato dall’Assemblea dei Sindaci nella sua prima stesura di bozza in data 10 maggio, il Piano è stato presentato in regione il 20 giugno proprio su invito della Giunta Regionale con l’intervento dell’Ufficio di Presidenza, del Direttore e del Segretario. L’Unione delle Valli e Dolomiti Friulane ha ricevuto un eccellente riscontro, sia per la modalità con cui è stato costruito il documento, particolarmente apprezzata, sia per l’alta collegialità: il numero rilevante dei Sindaci dei Comuni costituenti che hanno presenziato all’incontro è stata un’ulteriore dimostrazione delle solide intenzioni condivise.

L’Assemblea dei Sindaci concorda che il Piano rappresenta uno strumento molto importante per lo sviluppo dell’Unione ed ha già previsto per l’autunno un aggiornamento che vede l’inserimento di alcune modifiche in funzione della Finanziaria regionale 2018 e di nuove indicazioni progettuali: si evidenzia la problematica relativa alla manutenzione delle strade regionali, ex-provinciali, ed emerge il tema del patrimonio boschivo, nonché quello delle servitù militari.  Risulta quindi fondamentale la natura in divenire del documento, che supera la sua dimensione statica pur dandosi obiettivi ben definiti e chiari che vengono integrati secondo le necessità del territorio: attualmente i due elementi principali su cui vengono concentrati molti sforzi sono la riapertura della ferrovia Sacile-Gemona a livello turistico e le piste ciclabili.

Inoltre il Piano dell’Unione costituisce uno strumento basilare per la definizione del tavolo permanente di concertazione, denominato Alleanza per lo Sviluppo del Territorio (ATS), in cui Stato Mercato e Comunità possono concertare strategia e riflessioni per lo sviluppo e che sarà composto da all’incirca trenta rappresentati tra imprenditori e portatori di interesse.

Si staglia quindi un’Unione Territoriale sempre più forte, definita ed operativa: ricordiamo che sono già stati approvati e pubblicati anche i primi regolamenti, documenti anch’essi fondamentali per definire le norme di funzionamento sul territorio. Per ulteriori informazioni potete cliccare qui.

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